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Dal lampione stupido al lampione intelligente

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Sono ormai tanti i comuni che hanno adottato la tecnologia a led per l’illuminazione pubblica. La quasi totalità delle nuove installazioni di lampioni è stata realizzata utilizzando corpi illuminanti a led. L’uso di questa tecnologia garantisce lo stesso livello di luminosità a terra pari a una tradizionale lampada a vapori di mercurio assorbendo, però, solo il 40% della potenza a parità di illuminazione. Sono inoltre garantite: un’altissima efficienza dei componenti elettrici, robustezza e durata nel tempo, l’abbattimento dell’inquinamento luminoso (illuminazione concentrata solo verso il basso), l’abbattimento dei costi di manutenzione.

Molti comuni usano i lampioni a led collegati ad un normale interruttore crepuscolare che li accende e li spegne in funzione della luminosità naturale. Tecnica normalmente usata anche per tutte le altre tipologie di corpi illuminanti stradali.

Ma è possibile, grazie all’uso più “intelligente” di questa tecnologia, aumentare ulteriormente il risparmio energetico e usufruire inoltre del lampione a led come vero è proprio supporto a varie altre tecnologie per la comunicazione, il monitoraggio ed il controllo del territorio.

I lampioni a led sono già predisposti per essere controllati a distanza attraverso un software che consente di aumentare ulteriormente il risparmio energetico. Con un piccolo ed economico apparato aggiuntivo il lampione è identificato univocamente con un codice IP e, attraverso un collegamento wireless o anche attraverso la stessa alimentazione elettrica (PLC - Power Line Communication), comunica con un software che consente il totale controllo del corpo illuminante. E’ possibile ad esempio diagnosticare guasti, gestire l’accensione e lo spegnimento, controllare la luminosità e variarla nelle diverse ore notturne,  monitorare l’assetto della lampada e la temperatura.  Secondo i produttori di lampioni a led, il controllo a distanza dei lampioni consente un ulteriore risparmio del 20% sui consumi energetici ottimizzando anche gli interventi di manutenzione.

Ma c’è un ulteriore livello d’uso che trasforma il lampione in un apparato veramente “intelligente”. Attraverso i collegamenti precedentemente citati (wifi o power line), il lampione può essere dotato di una serie di accessori che scambiano dati con un computer centrale: apparati wifi per consentire ai cittadini di navigare sul web e comunicare free; telecamere per la videosorveglianza (e non solo), sensori di traffico e di inquinamento, paline informative, totem e pannelli a messaggio variabile.

Cambiare illuminazione pubblica e adottare lampioni intelligenti comporta sicuramente un costo non indifferente da parte dell’amministrazione che però, secondo gli esperti, viene recuperato completamente in cinque anni d’uso.

Mi è successo di adottare questa soluzione in un comune di 40.000 abitanti. Il risultati sono stati: contenta l’amministrazione per il risparmio energetico e per le nuove potenzialità offerte dalla tecnologia adottata, contenti i giovani per il wifi disponibile free ed i turisti per i nuovi strumenti informativi, meno contenti i cittadini perché hanno osservato una illuminazione meno potente di quella disponibile in precedenza. Il perché è presto detto: si è passati da una illuminazione a 360° e con potenze e  relativi consumi da capogiro, a lampade che rispettano le norme UNI, che concentrano la luce solo verso il basso eliminando l’inquinamento luminoso, che illuminano giustamente in modo asimmettrico il marciapiede e la sede stradale.

 

Questo insegna che è necessario preparare i cittadini al passaggio formandoli sull’argomento e rendendoli partecipi delle azioni dell’amministrazione verso il risparmio energetico e la realizzazione di nuovi servizi. Inoltre è importante che il Comune si doti anche di regole che consentano di controllare anche il risparmio energetico degli esercizi commerciali. E’ frequente infatti che nelle città dove si adottano soluzioni con lampioni a led rispondenti a tutte le normative e alle regole di controllo dei consumi elettrici, i negozi, dopo la chiusura, continuano ad essere  illuminati a giorno per tutta la notte. Uno spreco che non può essere giustificato da motivi di sicurezza, visto che esistono sistemi di allarme e servizi di sicurezza che possono tranquillamente coprire l’eventuale rischio di furti ed atti vandalici.

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Last modified on Tuesday, 26 April 2016 09:18
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