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Giovanni Biallo

ICity Rank 2019, la classifica delle città italiane più smart elaborata da FPA, considera, fra le dimensioni misurate, la trasformazione digitale. In questa dimensione Firenze risulta al primo posto, seguita nell'ordine da Bologna, Milano, Modena, Torino, Bergamo, Brescia, Parma, Reggio Emilia, Trento. Quindi fra le prime dieci la città più a sud è Bologna. Da sottolineare che ben 4 città della top ten sono in regione Emilia-Romagna.

E' giunta alla settima edizione la classifica ICity Rank di FPA sulle città italiane più smart, con al primo posto per il sesto anno consecutivo Milano. Sono andate bene diverse città di medie dimensioni come Bergamo, Trento, Parma, Modena e Reggio Emilia, mentre le città del sud italia non brillano e per la maggior parte si piazzano in coda nella classifica.

Aggressioni ed omicidi, atti vandalici, furti e rapine, scippi e borseggi, atti terroristici, spaccio di droga: queste ed altre, le innumerevoli azioni criminose che si verificano prevalentemente nelle grandi e medie città, laddove si concentra la maggior parte della popolazione. Per questo motivo, un ambito fondamentale nel quale la tecnologia può e deve dare il meglio di sé, è proprio quello della sicurezza urbana. Una città che non adotti tecnologie dedicate alla sicurezza del cittadino, delle aziende, delle istituzioni e delle infrastrutture, non può definirsi una Smart City.

A Roma ora puoi pagare il biglietti di bus e metro con una App. Dopo ParkAppy la app che consente di pagare il parcheggio in diverse grandi città italiane, la XAOS systems pubblica TicketAppy, la App che consente di pagare il biglietto dell’autobus, tram, metro, e ferrovia urbana a Roma.

La Regione Toscana ha illustrato, in occasione di un workshop dell'Ocse a Roma, tutte le iniziative di innovazione digitale in agricoltura che sta portando avanti. 

Tor Vergata Smart City

Monday, 30 September 2019 16:04 Published in Soluzioni per la città

Una Smart city della sostenibilità, guidata dagli Enti di ricerca e dall’Università di Tor Vergata - Roma”: è quanto ha proposto, presentando il progetto per il Distretto dell'Economia e della Scienza per una Smart Sustainable City, il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti intervenuto all’incontro “Economia della conoscenza e Smart Cities per lo sviluppo sostenibile”, organizzato dalla Fondazione Economia Tor Vergata (FUET).

Cresce sempre più la popolazione che vive negli agglomerati urbani ed il compito imprescindibile degli amministratori locali è quello di rendere le città più vivibili, migliorando i servizi rivolti a cittadini, imprese, turisti e visitatori. 

Per trasformare una città in una vera smart city, ed in particolare in una “digital city” al passo con i tempi, è indispensabile capire quali sono le necessità reali degli utenti. Sulla base dei bisogni espressi dalla cittadinanza, nonché delle esigenze che tecnici ed amministratori possono a loro volta evidenziare, si potrà stilare un vero e proprio piano di crescita digitale della città.

Tutti noi siamo utenti delle città, pertanto possiamo subito calarci in questo ruolo e segnalare i nostri bisogni digitali. 

Con il Governo Conte 2 nasce un nuovo Ministero, senza portafoglio dedicato all'innovazione digitale. In realtà in precedenza c'era già stato un Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie con il secondo e terzo Governo Berlusconi (2001-2006) e Lucio Stanca come Ministro. Ma il nuovo Ministero del Governo Conte 2 nato, secondo quanto dichiarato dal premier Conte, per dare una svolta alla materia, avrà una logica diversa rispetto alle precedenti esperienze, e si coordinerà con il primo Dipartimento per la trasformazione digitale che nascerà a gennaio sotto Palazzo Chigi  e con l'Agenzia per l'Italia Digitale (che dipendeva fino ad ora dal Dipartimento di Funzione Pubblica), come braccio operativo.

Una città deve migliorare la sua efficienza e sostenibilità grazie alle tecnologie prodotte ad hoc per questo scopo. Quindi oggi, per progettare città più intelligenti, dobbiamo dare molta importanza alle esigenze del cittadino moderno.

Il Presidente cinese Xi Jinping già nel 2017 ha indicato un'area nella provincia di Hebei per lo sviluppo di una smart city che sarà il modello per la realizzazione di una serie di città intelligenti cinesi.