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Dati per la città (83)

Dati da sensori, dati geografici, dati statistici, dati da crowdsourcing, open data, big data

La mobilità digitale nelle smart city

Written by Tuesday, 10 December 2019 10:35

ICity Rank 2019, la classifica delle città italiane più smart elaborata da FPA, analizza anche l’indice di mobilità sostenibile, basato su 16 indicatori di cui 4 dedicati ai processi innovativi: la diffusione del bike sharing; la diffusione del car sharing; IT MOB - sistemi di infomobilità, servizi su internet, tecnologie semaforiche; promozione della mobilità elettrica (numero colonnine di ricarica elettrica ogni 10 km2). 

ICity Rank 2019, la classifica delle città italiane più smart elaborata da FPA, considera, fra le dimensioni misurate, la trasformazione digitale. In questa dimensione Firenze risulta al primo posto, seguita nell'ordine da Bologna, Milano, Modena, Torino, Bergamo, Brescia, Parma, Reggio Emilia, Trento. Quindi fra le prime dieci la città più a sud è Bologna. Da sottolineare che ben 4 città della top ten sono in regione Emilia-Romagna.

Alla scoperta della Smart City

Written by Friday, 29 November 2019 08:46

In occasione di FORUM PA Città 2019, e della presentazione dell'ICity Rank 2019, FPA ha presentato un video che raccoglie interviste realizzate a Napoli, Firenze e Roma per indagare cosa i cittadini sanno del termine Smart City e delle tecnologie per rendere più intelligente e digitale una città.

E' giunta alla settima edizione la classifica ICity Rank di FPA sulle città italiane più smart, con al primo posto per il sesto anno consecutivo Milano. Sono andate bene diverse città di medie dimensioni come Bergamo, Trento, Parma, Modena e Reggio Emilia, mentre le città del sud italia non brillano e per la maggior parte si piazzano in coda nella classifica.

ESI ThoughtLab ha presentato in anteprima i risultati preliminari della sua ricerca "Smart City Research Initiative 2019,  Building a Hyperconnected City". Lo studio  ha preso in esame  100 città metropolitane  in tutto il mondo ed ha  scoperto che la maggior parte di queste  città  ha ottenuto molti vantaggi economici,  finanziari, e  sociali grazie agli investimenti  nelle tecnologie smart. Sono però aumentati anche i cyber-rischi quando tali tecnologie non sono gestite in modo adeguato.

Nel white paper pubblicato di recente dalla Cognizant, una delle principali aziende di servizi professionali a livello mondiale, specializzata nel progettare la trasformazione del business dei suoi clienti verso l'era digitale, si dichiara che il lavoro sta cambiando a causa dell'automazione e dell'intelligenza artificiale. Sulla base delle principali tendenze nei diversi campi applicativi, nel documento sono state individuate 21 nuovi professioni che emergeranno nei prossimi 10 anni e che diventeranno le pietre miliari del futuro del lavoro. 

Rivoluzione per il mapping indoor

Written by Tuesday, 25 June 2019 13:32

Fino a oggi la complessità maggiore della consultazione di un itinerario indoor era lo spostamento attraverso i piani di edifici diversi e quindi la necessità di una rappresentazione 3D di tipo x-ray (vedere attraverso gli edifici). Una difficoltà che in questi anni si è affiancata di pari passo alla crescente necessità di strumenti che permettessero il mapping indoor per creare i dati della rete pedonale, aggiornare e gestire anche in modalità automatica le informazioni relative agli oggetti (es. un box informativo itinerante), consultare mappe 3D degli edifici e calcolare il percorso multimodale e multipiano.

Attualmente il 95% delle Regioni italiane dà la possibilità ai cittadini di attivare un Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

Pubblicato in open data il registro delle DUG (es. “via”, “piazza”) che, insieme alle Denominazioni Urbanistiche Ufficiali o DUF (es. “Dante Alighieri”, “Vittorio Emanuele Secondo”), costituiscono l'odonimo (es. “Via Dante Alighieri”), ovvero il nome che un Comune assegna a ogni area di circolazione per identificare l'accesso agli immobili, distinti poi dal relativo numero civico.

Anche quest'anno la Commissione Europea ha avviato un'azione finalizzata sia al rilevamento del grado di maturità degli open data che sullo stato di attuazione della direttiva Public Sector Information (PSI) negli Stati membri, di cui è attualmente in discussione la proposta di revisione.