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Digitalizzare la città. Un’occasione da non perdere

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La trasformazione digitale ci ha coinvolto completamente. Lo smartphone è diventato il nostro assistente digitale e ci aiuta in tutto e in ogni luogo. E’ lo strumento che ci consente di essere sempre in contatto con gli altri, aggiornati e informati su tutto, pronti a documentare con audio e video qualsiasi cosa ci accada. Dietro lo smartphone c’è Internet, il cloud con il nostro archivio, le applicazioni che usiamo di più. E’ il prodotto più venduto al mondo con quasi un miliardo e mezzo di unità.

Ma nuove tecnologie digitali stanno invadendo il mercato: in fortissima crescita le vendite di smart speaker, gli assistenti virtuali da casa che parlano ed eseguono i nostri comandi vocali; le tecnologie indossabili (wearables) le cui vendite crescono del 13% l’anno, gli smartwatch che ormai possono essere considerati i nuovi assistenti digitali portatili in grado anche di misurare il battito del cuore, la temperatura corporea, la strada percorsa, la pressione sanguigna, il glucosio, ecc.

Questi assistenti però sono dipendenti per la maggior parte delle funzioni dalla connettività, che oggi è sicuramente migliorata, ma non è ancora all’altezza delle nostre necessità di trasmissione dati, richieste attraverso i nostri assistenti digitali. Quindi il problema attuale più grande è di poter essere sempre connessi e di poter trasferire grandi quantità di dati. Le città sono al centro di questo problema in quanto più della metà della popolazione mondiale vive in esse e si stima che entro il 2050 salirà a 2/3 della popolazione totale. Quindi il primo vero passo per diventare una digital city è di dotare la città di una buona connessione wifi gratuita in ogni luogo e/o di una rete veloce come il 4G o il 5G. 

Queste tecnologie di trasmissione dati, insieme alle tecnologie via cavo, come la fibra ottica, non sono utilizzate solo per consentire alle persone di connettersi in mobilità o da una sede fissa, ma sono utilizzate nelle città anche per connettere una grande quantità di computer, sensori, attuatori e  apparati. Pensate alle telecamere utilizzate per la sicurezza, ai sensori crepuscolari per controllare l’accensione dei lampioni a led, ai sensori per il controllo dell’inquinamento, del traffico, del meteo. Le città digitali devono quindi essere dotati di reti di sensori, di computer e applicazioni in grado di raccogliere i dati, elaborarli e far colloquiare i vari device (Internet delle cose).

La città deve anche saper comunicare digitalmente con i cittadini ed i visitatori attraverso non solo il web ed i social, ma anche attraverso totem, monitor, pannelli a messaggio variabile.

C’è poi tutto il settore della mobilità che può fruire molto delle moderne tecnologie digitali, per il monitoraggio del trasporto pubblico, la comunicazione all’utente (App, paline digitali, ecc.), il controllo del traffico, il car e bike sharing.

Tutti questi elementi che interagiscono sono  controllati da computer in rete, che elaborano i dati e informano i decisori. L’integrazione digitale e l’interoperabilità dei sistemi sono quindi gli elementi imprescindibili e fondamentali di una città digitale.

Per fare tutto questo però serve una strategia ben definita che preveda la continua trasformazione digitale della città. Purtroppo in Italia è molto difficile trovare città i cui amministratori abbiano pensato ad una vera strategia di digitalizzazione urbana progettata per una continua evoluzione. Si lavora spesso per compartimenti stagni, digitalizzando settori attraverso progetti finanziati una tantum. E’ necessario superare questi limiti affrontando il futuro della città con un vero e proprio Piano Strategico della Trasformazione Digitale, pensato per essere continuamente aggiornato in funzione delle incessanti innovazioni delle tecnologie.

La trasformazione digitale sta coinvolgendo ogni cosa. Si parla di Industry 4.0, agricoltura di precisione, PA digitale. E’ arrivato il momento di parlare di City 4.0

Giovanni Biallo

 

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Last modified on Monday, 29 April 2019 18:09
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