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Infrastrutture: la sicurezza è fatta di prevenzione

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In Italia abbiamo più di un milione e mezzo di ponti, ma non abbiamo un sistema informativo che ci consenta di conoscere la tipologia, l'età, gli interventi di manutenzione già realizzati, ma soprattutto lo stato di salute il monitoraggio dell'opera.

Ed è proprio il monitoraggio che ci consentirebbe di prevenire i disastri. Oggi il monitoraggio si esegue essenziamente con delle visite ispettive a cadenza temporale, che hanno lo scopo di analizzare visivamente l'eventuale quadro fessurativo dell'opera. Ma i ponti sono spesso alti quindi nelle ispezioni oggi si possono usare droni per osservare da vicino anche le parti dell'opera difficilmente raggiungibili. Oggi i droni possono trasportare sensori di vario tipo: laser, radar, o camere che possono vedere in bande spettrali come l'infrarosso. Inoltre l'uso dei droni può ridurre sensibilmente i tempi di visita in campo.

Probabilmente però possiamo fare molto di più usando reti di sensori connessi ad un sistema di monitoraggio continuo e di analisi dei dati che attraverso opportuni modelli matematici può indicare situazioni critiche. Si possono controllare le deformazioni della struttura, le vibrazioni a cui è sottoposta, i punti critici come i giunti, ma anche il suolo sottostante l'opera.

Dobbiamo inoltre considerare che molti ponti sono stati progettati in tempi in cui la tecnologia modellistica non era così evoluta come quella attuale. Quindi oggi avremmo la possibilità di verificare le opere già realizzate attraverso la ricostruzione digitale del modello per studiarne i comportamenti, con metodi e strumenti che un tempo non erano disponibili. 

Quindi in conclusione il monitoraggio delle infrastrutture va ripensato in un quadro complessivo nazionale, implementando un sistema informativo capace di dare vero supporto alle decisioni. Sicuramente è necessario formare tecnici in grado di usare tutte le tecnologie attuali e future per monitorare le infrastrutture. Questo lascia ampio spazio ai giovani professionisti nativi digitali o quasi. Infine è necessario pensare a delle linee guida per il monitoraggio, per l'analisi delle opere, per le nuove costruzioni, per la programmazione degli inerventi.

 

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