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Smart City e sicurezza: quali tecnologie contro le azioni criminose?

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Aggressioni ed omicidi, atti vandalici, furti e rapine, scippi e borseggi, atti terroristici, spaccio di droga: queste ed altre, le innumerevoli azioni criminose che si verificano prevalentemente nelle grandi e medie città, laddove si concentra la maggior parte della popolazione. Per questo motivo, un ambito fondamentale nel quale la tecnologia può e deve dare il meglio di sé, è proprio quello della sicurezza urbana. Una città che non adotti tecnologie dedicate alla sicurezza del cittadino, delle aziende, delle istituzioni e delle infrastrutture, non può definirsi una Smart City.

Di fatto, negli ultimi anni, all’aumentare degli strumenti tecnologici a disposizione della prevenzione delle azioni criminose, queste ultime risultano se non in diminuzione, perlomeno non più in costante crescita.

La prima e più immediata tecnologia dedicata alla sicurezza è naturalmente la videosorveglianza.

Oggi le città sono affollate da telecamere gestite dagli enti pubblici e da privati, come ad esempio le banche. Sono usate per la sicurezza sulle strade, nei luoghi pubblici e privati, e per il monitoraggio delle infrastrutture. 

Tali strumenti di videosorveglianza hanno raggiunto un altissimo livello di definizione e sensibilità. Possono essere autoalimentate con pannelli fotovoltaici e trasmettere le immagini via wifi; sono predisposte per la visione notturna, mediante fari a led infrarossi; possono essere mobili ed anche dotate di sensori sensibili alle fonti di calore; posso trasmettere le immagini in tempo reale ad uno smartphone. Ma sono le centraline dei sistemi di videosorveglianza che ultimamente hanno fatto passi da gigante: sono sempre più sofisticate; hanno ottime capacità di compressione, archiviazione e gestione delle riprese; sono molto più sicure e predisposte contro eventuali attacchi cibernetici; sono dotate di software in grado di riconoscere determinati oggetti, aspetti e variazioni della scena.

Accade sempre più di frequente di apprendere che è proprio grazie alle telecamere di videosorveglianza che le autorità sono state in grado di riconoscere gli autori di un reato o di comprendere meglio cosa è realmente accaduto sulla scena di un crimine. Quindi la loro utilità è ormai indiscussa, anche se molto spesso nelle città manca un coordinamento fra i gestori dei singoli sistemi e quindi una centrale unica che possa, all’occorrenza, controllare le riprese di qualsiasi telecamera sia pubblica che privata, almeno per le attività di pubblica sicurezza.

Ma i sistemi di videosorveglianza non sono le uniche possibilità che la moderna tecnologia offre in aiuto alla sicurezza. Prendiamo ad esempio le nuove tecniche a led per l’illuminazione pubblica. Oggi i lampioni con le armature a led, oltre che essere un ottimo strumento di risparmio energetico rispetto a qualsiasi altra tecnologia di illuminazione, possono essere controllate centralmente via computer. Il sistema ottimizza l’illuminazione artificiale nell’arco della giornata e per tutto l’anno solare; controlla lo stato di tutte le lampade e consente una più facile manutenzione; permette anche di illuminare meglio la strada nel momento in cui i sensori rilevano movimenti. In particolare, è proprio quest’ultima funzione che consente di eliminare le condizioni di buio o penombra, preferite da criminali e malintenzionati; oltre a ciò, la maggiore luminosità facilita anche la leggibilità di immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. 

In tutto questo anche i cittadini stanno facendo la loro parte, installando sistemi di antifurto sempre più sofisticati per proteggere le proprie case. Ce ne sono ormai moltissimi che non si limitano più a suonare in caso di intrusione, ma sono dotati di videocamera che riprende costantemente l’ambiente controllato ed invia immagini via smartphone ai proprietari, i quali possono quindi in ogni momento osservare ciò che accade nella loro abitazione.  Non solo, sono anche nate tecnologie che supportano il così detto “controllo del vicinato”. I residenti, soprattutto nei quartieri più isolati o composti da case unifamiliari, sono pronti a segnalare anomalie nelle proprie zone attraverso piattaforme condivise e rimanendo in contatto con la polizia locale. In questo caso è lo smartphone lo strumento maggiormente usato con specifiche applicazioni e spazi condivisi sui social.

 

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