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L'Italia a tre velocità della Carta Tecnica Regionale

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Italia a tre velocità della cartografia Italia a tre velocità della cartografia

Ecco come si presenta l'Italia nel 2017. La cartografia di base, quella che serve per gestire e monitorare il territorio, l'indispensabile base di conoscenza, è stata abbandonata dai politici che probabilmente preferiscono non conoscere, dalle istituzioni che non vogliono sapere, da noi che non protestiamo per questo stato totale di abbandono.

Questa la tragica situazione italiana: senza un vero coordinamento nazionale, se non per delle regole tecniche spesso non applicate. Le regioni, deputate a svolgere il ruolo di ente realizzatore e gestore, non  investo più in questo bene che descrive il nostro territorio che cambia e si trasforma continuamente.

Grande confusione fra dati di cartografia numerica e database geotopografici, chiusi o aperti, esistenti o inesistenti. Oggi, nell'era dell'open data, dell'amministrazione trasparente, del digitale, ben sette regioni (in rosso nella figura) non rendono scaricabili dal web i dati della cartografia tecnica oppure li rendono disponibili sono il formato PDF: un formato inutilizzabile per qualsiasi operazione di studio o progettazione.

Ben altre quattro regioni (in giallo nella figura) offrono dati a scala 1:10.000 rispetto allo standard 1:5.000 o addirittura con licenze "non commerciali" e quindi non open.

Ma anche nelle altre regioni (in verde nella figura) la situazione non è assolutamente uniforme: abbiamo casi di cartografia numerica e casi di database geotopografici, di formati e modelli diversi, ecc.

Non parliamo poi delle date di aggiornamento di queste cartografie. Non sono in grado di fare una media, ma ho visto che diverse si riferiscono a voli di 10-15 anni fa! Pensate alle aree purtroppo colpite negli ultimi 10 anni da terremoti, nelle quali i tessuti urbani hanno subito distruzioni. Perderemo completamente il segno di questo cambiamento del territorio. Inutile pensare ad un continuum temporale che ci racconti come si modifica il nostro territorio.

Insomma, parafrasando una frase della Cancelliera tedesca sull'Europa, abbiamo un'Italia almeno a tre velocità ma, a differenza dell'idea della Merkel di territori a crescita diversa ma con obiettivi comuni, la nostra Italia della cartografia a tre velocità non mi sembra che tenda ne a crescere e ne a condividere obiettivi comuni.

 

 

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Last modified on Thursday, 23 March 2017 07:35
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